UNA APP NELLA LOTTA CONTRO IL CORONAVIRUS: ECCO COME FUNZIONA

Il Decreto legge 30.04.2020 n. 28, all’art. 6 detta le linee portanti della APP che, insieme ad altri misure, dovrà consentire la riduzione del contagio.

L’efficacia della APP si avrà solo se almeno il 60% delle persone decideranno di scaricarla e ciò può rappresentare un problema, in quanto il suo utilizzo avviene solo su base volontaria, senza alcun pregiudizio per i soggetti che decidono di non avvalersene.

L’utilizzo di una APP come strumento di lotta al contagio è adottata in diversi Paesi (Norvegia, Polonia, Corea, Cina, ecc.), anche se in taluni di questi è risultata più efficace grazie ad una normativa poco attenta alla Privacy del cittadino.

La App che si intende introdurre in Italia si dovrà muovere su un quadro normativa ben delineato e che può essere così riassunto:

  1. Deve avere come unica finalità quella di allertare le persone entrate in contatto con i soggetti risultati positivi al tampone;
  2. Deve essere interamente gestita da organi dell’apparato statale lasciando fuori i grossi player informatici (Microsoft, Apple, Amazon, ecc.);
  3. Non devono essere utilizzati strumenti di geolocalizzazione e quindi non possono essere tracciati i movimenti delle persone;
  4. I dati personali del soggetto titolare dello Smartphone devono essere resi anonimi e quindi non conosciuti da alcun soggetto (l’APP non dovrà consentire di risalire alla persona “positiva” e neanche alle persone considerate a rischio);
  5. Ogni trattamento di dati personali dovrà cessare al termine del periodo di emergenza, in ogni caso entro il 31 dicembre, con conseguente cancellazione dei dati trattati entro tale periodo o data.

Tenuto conto di questo quadro normativo, vediamo come funziona la APP che peraltro è ancora in fase di completamento.

L’APP scaricata sul proprio Smartphone è in grado di generare dei codici alfanumerici casuali che identificano l’apparecchio (indirizzo ID).

Quando si entra in un raggio d’azione che, per tempo di conversazione e per distanza, è ritenuta rischiosa per un eventuale contagio, tramite Bluetooth, avviene uno scambio dei codici fra i due cellulari.

I codici vengono archiviati unicamente sui propri Smartphone.

I codici verranno utilizzati solo nel caso di contatto con soggetti positivi al tampone nel seguente modo:

  1. Il soggetto risultato positivo al tampone riceverà dal Servizio Sanitario Nazionale, sul proprio cellulare, un codice-sblocco che consentirà di selezionare tutti i codici degli smartphone dei soggetti a rischio contagio,
  2. I codici selezionati verranno trasferiti in un server tenuto da una Amministrazione dell’apparato statale (es: Ministero degli interni),
  3. Gli Smartphone, periodicamente si collegano al server per verificare se nella propria memoria esistono i codici selezionati
  4. In base ai codici selezionati il Servizio Sanitario Nazionale sarà in grado di inviare un alert con relativo protocollo da seguire.

La semplice APP non sarà in grado di evitare i falsi positivi o falsi negativi in quanto non è può riconoscere, ad esempio, se fra due soggetti esiste una barriera, quindi sarà sempre indispensabile l’intervento “umano” per valutare le diverse situazioni che possono comportare un rischio contagio.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment